
Ci sono casi che non invecchiano mai, ho il ricordo nitido di questo caso, all’epoca ero un ragazzino e questo caso mi sconvolse soprattutto per l’età della vittima, 17 mesi…questi casi sembrano non invecchiare mai non perché restino irrisolti, ma perché fanno troppo male per essere archiviati tra le “vecchie storie”, il sequestro e l’omicidio di Tommaso Onofri è uno di questi.
Casalbaroncolo, provincia di Parma, 2 marzo 2006, ore 19:45.
Paola e Paolo Onofri, entrambi impiegati alle Poste, hanno appena finito di cenare con i figli. Sebastiano, otto anni, sta guardando i cartoni. Il piccolo Tommaso o Tommy come verrà chiamato da tutti, è seduto nel seggiolone, con il bavaglino e il ciuccio attaccato alla maglietta. Ha solo diciassette mesi, i capelli biondissimi e gli occhioni azzurri che sembrano due gocce di cielo. Serata tranquilla quando improvvisamente la corrente elettrica salta… Paolo esce a controllare il contatore. Non fa in tempo a capire cosa stia succedendo: due uomini incappucciati lo buttano a terra, lo legano con il nastro adesivo da imballaggio. Entrano in casa. In meno di due minuti legano anche Paola e Sebastiano. Strappano Tommy dal seggiolone, il bambino urla, si dimena, afferrano il portafoglio di Paola, 150 euro in tutto, e spariscono nella nebbia con uno scooter. L’ultima cosa che Paola sente è la voce di uno dei due: «Se fate i furbi torniamo e vi ammazziamo tutti».
Quando i carabinieri arrivano, la famiglia è ancora legata, scoprono ben presto che Tommy non è più nel suo seggiolone…è stato rapito.
Il giorno dopo, ricordo benissimo, che in ogni tg trasmettono ininterrottamente la foto di Tommy con il ciuccio, delle foto, difficili da dimenticare.
Paola, la mamma, con la voce spezzata, farà degli appelli in tv per dire che il piccolo Tommy è epilettico e assume quotidianamente un farmaco con una siringa senza ago il piccolo chiama l’iniezione “il mommo”, ed è importante, si raccomandano, rivolgersi a lui con quel linguaggio, per non spaventarlo.
L’opinione pubblica rimase molto scossa, migliaia di volontari setacciano la campagna parmense. Vengono dall’Emilia, dalla Lombardia, dalla Toscana, qualcuno arriva persino dalla Sicilia. Ma di Tommy nessuna traccia…per un mese l’Italia rimane con il fiato sospeso; ricordo veglie di preghiera per Tommaso, tutti, veramente, non potevano rimanere indifferenti al rapimento di un bambino così piccolo.
Il 10 marzo il caso prende una piega surreale: durante una perquisizione nel magazzino di Paolo viene trovato del materiale pedopornografico su un vecchio computer. Per qualche giorno i giornali sparano titoli assurdi: “Infanticidio in famiglia?”, “Genitori insospettabili?”. Paolo finisce indagato., poi si scopre che quel materiale era lì da anni, scaricato per sbaglio da un ex collega e l’accusa cade. In seguito si indagherà su presunta una pista “slava” per riciclaggio di denaro, rivelatasi infondata.
Intanto le indagini si concentrano sugli operai che avevano ristrutturato la casa qualche mese prima, perchè quegli uomini incappucciati si muovevano molto bene, sapevano dove si trovasse il contatore, facendo supporre che siano già stati nella villetta; uno degli operai interrogati si chiama Mario Alessi, 36 anni, siciliano, precedenti per furti e rapine. Alessi è nervoso, cambia versione ogni volta che viene sentito. il 29 marzo viene intercettato mentre dice alla compagna: «Se parlano siamo finiti».

Il 1° aprile 2006, esattamente un mese dopo il rapimento, Alessi crolla.
Porta i carabinieri sull’argine del torrente Enza, un posto sporco, frequentato da tossici e prostitute. Indica un mucchio di terra e sterpaglia, lì sotto verrò ritrovato il corpo martoriato del piccolo Tommaso.
Non c’è stato nessun riscatto…non c’è stato nessun traffico di bambini.
Solo un piano stupido, improvvisato da due sciacalli, ed ora assassini, che pensavano di fare “un colpo facile”. Alessi e il suo complice Salvatore Raimondi erano convinti che gli Onofri fossero ricchi, o che per il loro impiego alle Poste, fossero in grado di appropriarsi illecitamente di una grossa somma di denaro da chiedere come riscatto; dal processo che ne seguirà verrà fuori che il piccolo Tommaso, piangeva forte, e per fermarlo, lo hanno ucciso con tre colpi di badile alla testa.

Antonella Conserva, la fidanzata di Raimondi, ha lavato i vestiti sporchi di sangue e ha fatto da palo sullo scooter. Il Processo sarà rapido, le sentenze: Mario Alessi: ergastolo , Salvatore Raimondi: 20 anni, Antonella Conserva: 24 anni

Fine di un incubo?
No.
Agosto 2024: Raimondi ottiene la semilibertà. Lavora fuori di giorno, torna in cella la sera.
Settembre 2023: la Conserva ha già avuto permessi premio e torna a casa per qualche giorno.
Paola , la mamma del piccolo Tommy, legge le notizie sul giornale e dice solo:
«Il mio Tommy è ancora lì. Loro tornano a casa».
Paolo Onofri non c’è più: è morto nel 2014, dopo otto anni di coma vegetativo.
Sebastiano è cresciuto senza il fratellino e senza il papà.
Ogni 2 marzo Paola va al cimitero di Parma, accende una candelina, lascia un giocattolo nuovo, poi torna a casa e chiude la porta. Tommy oggi avrebbe vent’anni; forse avrebbe fatto l’università, forse avrebbe suonato la chitarra, forse avrebbe chiamato la mamma per chiederle la ricetta del ragù, o chissà cos’altro ed invece è rimasto per sempre un bambino di diciassette mesi con il ciuccio e la maglietta dei Power Rangers.
Come sempre il nostro pensiero va alle vittime di questa storia, non solo al piccolo Tommaso, ma alla madre, al fratellino, ai parenti tutti, ai quali Tommy è stato strappato, troppo presto, in maniera così violenta, dal loro affetto.
TrueCrimeItalia